domenica 27 gennaio 2013

Posso abbracciarti?

10 agosto 2007, ore 17-21

Bianca, posso abbracciarti?
Una supplica infantile, cantilenosa; una specie di sommessa lamentela.
Ma sì, certo: sono vissuta finora per questo.
Ho il telecomando in mano: mi sono dimenticata di posarlo.
Non c'è sesso in questo abbraccio, anche se sento la sua eccitazione - dove sei stato per tutto questo tempo? Mi sei mancato tanto, potevi darmi tue notizie. Non stringo, sfioro con dita leggere: è caldo, stranamente vibrante, il cuore batte fortissimo, ha un odore. Finalmente posso sentire il suo odore. Gli accarezzo i capelli per consolarlo. Piange. Non piangere asciugati gli occhi soffiati il naso non piangere bambino: sei qui sei tornato a casa. Io sono a casa, finalmente. Dammi la mano.
Sono seduta in macchina; il suo viso i suoi occhi li sento nello stomaco.
Sono a casa. Sono tornata a casa, finalmente.
Scusami, dice, non ce la facevo più a far finta di niente. Di che ti scusi? Non sono mai stata così felice in tutta la mia vita, tutto il dolore è sparito, se solo Dio mi facesse morire in questo momento ogni cosa sarebbe perfetta.
Non ce la farai a prendere il treno se continui a guardarmi così mentre mangi. Io questo sguardo che hai adesso, con la luce che ti trema nelle pupille, lo porterò sempre dentro.
Appena in tempo, il treno sta per partire: sali, svelto, e mandami un messaggio appena arrivi. Non lasciarmi mai più senza tue notizie. Corre
verso il treno
si gira di slancio 
torna indietro
mi sussurra sulle labbra 
ti voglio bene
è partito.

Mi volto
il pavimento m'inghiotte.

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