domenica 27 gennaio 2013

Dalla porta del sogno

5 agosto 2009

Entri dalla solita porta, quella del sogno. La sbatti, sei furibondo.
- Perché?
Mi volto a guardarti.
- Perché cosa?
- Perché continui a parlarne? A scriverne? Chi ti ha dato il permesso? Ti proibisco di farlo ancora!
Vibri di collera.
Lascio passare qualche istante e poi, con calma, ti rispondo.
- Esci.
- Cosa?
- Esci, vattene di qui. Qui sei nella mia memoria, non hai alcun diritto di darmi ordini.
- Ma io non voglio, capito? Non voglio!!
- Non vuoi ricordare quello che sei stato, hai fatto, detto, promesso? Non vuoi sapere cosa mi è successo, non vuoi sapere chi sei? Padronissimo.
- E dunque??
- Dunque, io sono padronissima di volerlo ricordare. Se tu non vuoi sapere, io voglio sapere. Se tu non vuoi capire, io voglio capire. Puoi perdere la tua anima, non la mia. Perciò vattene.
- Cos'hai intenzione di fare?
- Io ti ricorderò, io scriverò di te e di me, e tu non potrai fare assolutamente nulla per impedirmelo. Il passato è diventato solo mio: tu lo hai rinnegato. E chi rinnega il passato perde ogni diritto su di esso.
- Sei una stronza rompicoglioni, io... 
- Esci da quella cazzo di porta, Alessandro. 
- Ma vaffanculo.
- Senza sbatterla, grazie.

Nessun commento:

Posta un commento