11 settembre 2008
- Chiara, probabilmente lui mentiva già prima, ed ha mentito anche a te fin dal principio. Per carità, in maniera magistrale... Ma probabilmente è andata proprio così. Solo che ammettere di aver buttato tutta la propria vita nel cesso per una valutazione completamente errata è oltremodo difficile. E brucia parecchio, me ne rendo conto.
- Non mentiva, Stefano; ma se ti fa piacere puoi crederlo. Peraltro, tu non c'eri. Io sì.
- No, a me non sposta di un millimetro, ma non capisco perché tu rifiuti sempre categoricamente e sistematicamente di analizzare i fatti da un altro punto di vista. Magari quello di qualcuno esterno alla vicenda che, forse, è un pochino più obiettivo. Poi per carità, se hai deciso che la verità assoluta è la tua, per me no problem.
- Vorrei sapere come puoi essere più obiettivo, visto che non sai come stessero le cose. Chi lo ha visto allora ne ha tratto la conclusione che era innamorato.
- Lo hai visto solo tu.
- Ma che dici? Lo hanno visto tutti i nostri conoscenti, Stefano!
- Ma non hanno mica visto come avete vissuto la vostra storia, porca Eva! Non credo fossero costantemente con voi: o no?
- Hanno visto com'era lui!
- Ma cazzo. Quello che sto cercando di dire è che magari lo hai visto così cotto perché tu per prima eri così dannatamente cotta di lui: pertanto è chiaro che la tua percezione della realtà era distorta. Perché rifiuti a priori questa ipotesi?
- Ok, hai ragione tu. E tutti gli altri sbagliano.
- Tutti gli altri chi?
- Tutti a cominciare da Marta, che lo sentiva ogni santo giorno.
- Ah sì?
- Sì. E mi diceva che non ne poteva più, perché lui le parlava di me fino a sfinirla.
- E quali brillanti ipotesi avanza la signorina Marta, visto che ti ha detto chiaro e tondo che non vuole parlartene?
- Adesso, vuoi dire?
- Da quando si è conclusa la storia con lui.
- All'epoca diceva che lui aveva per me una cotta malsana, che lei disapprovava al 100%. Diceva anche che sperava con tutta se stessa che gli passasse. Spero che sia felice, ora.
- Ecco. Non mi pare esattamente un'analisi costruttiva di quel che è stato. Io almeno ci provo, capisco non ti piaccia e non sei obbligata a starmi a sentire, ma se ne parliamo mi sembra giusto esprimere il mio parere.
- Marta non ha mai fatto un'analisi della situazione: ha semplicemente, sempre, sperato che finisse.
- Sì. E mi diceva che non ne poteva più, perché lui le parlava di me fino a sfinirla.
- E quali brillanti ipotesi avanza la signorina Marta, visto che ti ha detto chiaro e tondo che non vuole parlartene?
- Adesso, vuoi dire?
- Da quando si è conclusa la storia con lui.
- All'epoca diceva che lui aveva per me una cotta malsana, che lei disapprovava al 100%. Diceva anche che sperava con tutta se stessa che gli passasse. Spero che sia felice, ora.
- Ecco. Non mi pare esattamente un'analisi costruttiva di quel che è stato. Io almeno ci provo, capisco non ti piaccia e non sei obbligata a starmi a sentire, ma se ne parliamo mi sembra giusto esprimere il mio parere.
- Marta non ha mai fatto un'analisi della situazione: ha semplicemente, sempre, sperato che finisse.
- Appunto.
- Per cui, quando fra me e lui è finita, non ha detto niente, perché le sembrava giusto e sacrosanto.
- Va benissimo, ma facendoci due conti a posteriori, adesso, o se preferisci da quando la storia con lui si è conclusa, con chi hai potuto parlarne, delle persone informate sui fatti?
- Solo con Giorgio, visto che Marta non ne parla più.
- Ed immagino che Giorgio concorderà con te su ogni singolo dettaglio della vicenda, vero?
- Non può: non ne sa abbastanza.
- Ma allora lo vedi? Solo tu sai, solo tu puoi sapere, solo tu puoi esprimere giudizi e pareri in merito. Ma allora, per la miseria, cosa ne parli a fare con gli altri?
- Non è colpa mia se c'ero solo io con lui in certi momenti, ok?
- No, e se permetti non è nemmeno colpa mia.
- Ho forse detto che lo è?
- No, ma rifiuti il dialogo.
- Senti, io conservo tutti i suoi scritti, messaggi, lettere, conversazioni su msn... Tutto. Ogni tanto me li rileggo per essere sicura di non aver sognato. Ma non ho sognato, è tutto lì, nero su bianco. Purtroppo i momenti più incredibili non sono mai stati scritti, anche perché non saprei come descriverli.
- Io ho letto qualcosa e non era niente di che.
- Sì vabbè. Allora si vede che mi sono immaginata tutto...
- E' che non accetti di prendere in considerazione opzioni diverse da quelle che hai vagliato tu.
- Non accetto di prendere in considerazione distorsioni della realtà. E nemmeno opzioni dettate da uno stato d'animo non sereno né obiettivo.
- Il mio?
- Il mio sforzo adesso è quello di mantenermi il più possibile serena nel giudicare. Odiare, amare, provare antipatia, soffrire, sono tutti stati d'animo che impediscono la serenità di giudizio. Io non voglio nessuno di questi stati d'animo, ora.
- Secondo te io sto vivendo una di queste condizioni?
- Tu non sei sereno nel giudicare questa cosa, e non so perché. Però è evidente. Ma adesso andiamo a dormire. Ne riparleremo un'altra volta, forse.
- Buona notte.
- Notte.
- Per cui, quando fra me e lui è finita, non ha detto niente, perché le sembrava giusto e sacrosanto.
- Va benissimo, ma facendoci due conti a posteriori, adesso, o se preferisci da quando la storia con lui si è conclusa, con chi hai potuto parlarne, delle persone informate sui fatti?
- Solo con Giorgio, visto che Marta non ne parla più.
- Ed immagino che Giorgio concorderà con te su ogni singolo dettaglio della vicenda, vero?
- Non può: non ne sa abbastanza.
- Ma allora lo vedi? Solo tu sai, solo tu puoi sapere, solo tu puoi esprimere giudizi e pareri in merito. Ma allora, per la miseria, cosa ne parli a fare con gli altri?
- Non è colpa mia se c'ero solo io con lui in certi momenti, ok?
- No, e se permetti non è nemmeno colpa mia.
- Ho forse detto che lo è?
- No, ma rifiuti il dialogo.
- Senti, io conservo tutti i suoi scritti, messaggi, lettere, conversazioni su msn... Tutto. Ogni tanto me li rileggo per essere sicura di non aver sognato. Ma non ho sognato, è tutto lì, nero su bianco. Purtroppo i momenti più incredibili non sono mai stati scritti, anche perché non saprei come descriverli.
- Io ho letto qualcosa e non era niente di che.
- Sì vabbè. Allora si vede che mi sono immaginata tutto...
- E' che non accetti di prendere in considerazione opzioni diverse da quelle che hai vagliato tu.
- Non accetto di prendere in considerazione distorsioni della realtà. E nemmeno opzioni dettate da uno stato d'animo non sereno né obiettivo.
- Il mio?
- Il mio sforzo adesso è quello di mantenermi il più possibile serena nel giudicare. Odiare, amare, provare antipatia, soffrire, sono tutti stati d'animo che impediscono la serenità di giudizio. Io non voglio nessuno di questi stati d'animo, ora.
- Secondo te io sto vivendo una di queste condizioni?
- Tu non sei sereno nel giudicare questa cosa, e non so perché. Però è evidente. Ma adesso andiamo a dormire. Ne riparleremo un'altra volta, forse.
- Buona notte.
- Notte.
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