14 agosto 2007, ore 11
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Il cielo è perfetto oggi.
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Sì.
Fa
caldo. Ci conosciamo appena, è la seconda volta che lo vedo, ma lui è parte di
me da sempre.
L'erba
sotto di noi è di un verde abbagliante, profuma di fieno; la sagoma rassicurante
della piccola chiesa romanica alla nostra sinistra mi fa sentire protetta,
sacralizza questo momento di indiscutibile perfezione; il campanile eccessivo
si staglia nitido nell'indaco purissimo.
Tende
la mano a cercare la mia. Mi chiama, volto la testa. I suoi occhi sono umidi,
pieni di supplica.
Sì dico, non sono una bambina, ma non ho mai visto questo sguardo in vita mia.
Sì dico, non sono una bambina, ma non ho mai visto questo sguardo in vita mia.
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Vieni sopra di me...
Rotolo
sul suo corpo con una confidenza tra l'infantile e l'animale, come in un gioco
di bambini, mentre rido senza sapere perché. Mi abbraccia convulsamente
ripetendo il mio nome.
Bacio
la sua fronte e i suoi occhi chiusi. Improvvisamente li sento umidi, la sua
bocca trema.
- Che c'è?
- Che c'è?
-
Voglio baciarti.
-
Ma se ti sto dando un sacco di baci dappertutto.
-
Ma io dico sulla bocca.
-
Sulla bocca non si può, ma siamo abbracciati. Non ti basta?
Si
avvinghia a me, le lacrime scorrono senza freni.
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Ma che c'è? Che succede?
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Voglio fare l'amore con te.
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E' normale che tu voglia fare l'amore, non l'hai mai fatto. Ma perché proprio
con me?
Il
suo respiro è affannoso.
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Perché io ti... io ti...
Scoppia
in lacrime. Lo stringo a me e lo consolo, e non so ancora che quella frase non
la finirà mai.
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