28 agosto 2008
- Svegliati.
Apro gli occhi. Questa volta non è buio, c'è una specie di chiarore notturno, ma non vedo nulla: ho una benda scura sugli occhi e non posso togliermela perché ho le mani legate dietro la schiena. Riesco a sentire che c'è dell'erba sotto di me, una brezza tiepida mi accarezza i capelli.
Credo che lui sia in piedi davanti a me.
- Che giorno è oggi? - chiede con tono neutro, impersonale.
- Credo che sia il 28 agosto.
- Bingo!
Ora c'è scherno nella sua voce.
- E dove siamo?
Sento che cammina nervosamente.
- In un prato?
- Minchia che intuizione!
Scoppia a ridere con una strana cattiveria.
- Quale prato?
- Questo non lo so.
- Stupida!
- Scusami, proprio non ricordo. Forse se mi togli la benda.
Apro gli occhi. Questa volta non è buio, c'è una specie di chiarore notturno, ma non vedo nulla: ho una benda scura sugli occhi e non posso togliermela perché ho le mani legate dietro la schiena. Riesco a sentire che c'è dell'erba sotto di me, una brezza tiepida mi accarezza i capelli.
Credo che lui sia in piedi davanti a me.
- Che giorno è oggi? - chiede con tono neutro, impersonale.
- Credo che sia il 28 agosto.
- Bingo!
Ora c'è scherno nella sua voce.
- E dove siamo?
Sento che cammina nervosamente.
- In un prato?
- Minchia che intuizione!
Scoppia a ridere con una strana cattiveria.
- Quale prato?
- Questo non lo so.
- Stupida!
- Scusami, proprio non ricordo. Forse se mi togli la benda.
Improvvisamente
si ferma di fronte a me.
- Che cosa hai fatto?
- Io? Ma quando?
- Stupida, stupida!!!
- Ehi senti, calmati, non è colpa mia se non ricordo, ok? Perché non ti siedi e mi spieghi le cose con tranquillità?
- Che cosa hai fatto?
- Io? Ma quando?
- Stupida, stupida!!!
- Ehi senti, calmati, non è colpa mia se non ricordo, ok? Perché non ti siedi e mi spieghi le cose con tranquillità?
Si siede
sull'erba accanto a me e senza logica, senza motivo, appoggia la fronte sulle
mie ginocchia. Vorrei accarezzargli i capelli ma non posso, ho le mani legate.
- Non avresti dovuto.
- Lo so.
- Ferma così.
- Come?
- Ferma così, dico. L'inquadratura è perfetta: via gli occhi, via il naso, zoom sulla bocca.
- Ma che dici?
Sospira profondamente.
- Qui, proprio qui.
- Cosa?
- Siamo caduti.
- E perché siamo caduti?
- Lo sai.
- C'era una buca? Qualcuno ci ha spinti?
Si alza all'improvviso e mi respinge infuriato.
- Stupida!!!
- Non avresti dovuto.
- Lo so.
- Ferma così.
- Come?
- Ferma così, dico. L'inquadratura è perfetta: via gli occhi, via il naso, zoom sulla bocca.
- Ma che dici?
Sospira profondamente.
- Qui, proprio qui.
- Cosa?
- Siamo caduti.
- E perché siamo caduti?
- Lo sai.
- C'era una buca? Qualcuno ci ha spinti?
Si alza all'improvviso e mi respinge infuriato.
- Stupida!!!
La sua voce è
rotta dalla rabbia, o forse dal pianto, non capisco.
- Ehi senti...
- No, non sento! Io non ti ascolto più. Qualsiasi cosa tu abbia da dirmi, io non ti ascolterò mai più. Io non potrò mai perdonarti questo giorno, mai!
Sento i suoi passi di corsa
allontanarsi sull'erba.- Ehi senti...
- No, non sento! Io non ti ascolto più. Qualsiasi cosa tu abbia da dirmi, io non ti ascolterò mai più. Io non potrò mai perdonarti questo giorno, mai!
- Aspetta, non puoi lasciarmi così, ho le mani legate, non vedo niente...
Mi alzo e cerco di fare qualche passo. All'improvviso qualcosa sopraggiunge di corsa, mi travolge.
Cado di schiena, batto la testa. Buio.
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