domenica 10 febbraio 2013

Io non te lo permetto

12 ottobre 2007, ore 20,59

- Topo, vado a cena, che è tardissimo. Già sono arrivata da scuola alle sette passate. Ma dove sei?
- Okkk, Daaaaafneeee.
- Manco mi ascolti più.
- Poi io esco a bere qualcosa con amici, perché finalmente è venerdì! No, è che mi ero perso in Flickr.
- So bene che esci: appunto per questo ti saluto.
- Ok ok Dafne, allora ci sentiamo.
- ...
- Che c'è?
- C'è che mi sento un accessorio. E in effetti lo sono.
- Ho solo detto che esco con amici.
- Dico in generale.
- E io ti dico quello che riguarda me; ovvero: ti ho solo detto che esco. Poi sento anche te su internet, mi sembra.
- Non è che sei obbligato, eh.
- Non mi sento obbligato. Ma vedo che di fatto non ti va bene... cioè, lo so che non sono lì, ma cerco di essere presente. Però boh, non basta.
- Ma non è obbligatorio: un conto è se lo desideri o ne senti il bisogno, un conto è se lo fai perché credi che sia bene così. Te ne ringrazio, ma la cosa non m'interessa.
Scusa, posso avere una risposta? Così stacco.
- (Ci sono le mie cuginette a rompere... aspetta). Cacciate via. Dicevo: non mi sento obbligato, ma mi sento come se non servisse a nulla, perché poi tu te ne esci dicendo queste cose, cioè che ti senti un accessorio, quando io ho detto solo che esco un po'.
- Non sto parlando dell'uscire: sei sempre uscito, la sera.
- E poi sei tu quella che dice che io dovrei trovare una della mia età per cambiare il nostro rapporto in qualcosa di possibile.
- Ok: quindi vuoi farlo?
- Sto dicendo che io e te di fatto non possiamo stare insieme. Non è quello che abbiamo sempre saputo? E non abbiamo sempre detto che dobbiamo cambiare il nostro rapporto, etc. etc.?
- Non mi sembrava che fino all'ultima volta che ci siamo visti tu ne tenessi un gran conto, o sbaglio?
- È vero che non ne ho tenuto conto, e neanche tu l'hai fatto.
- Ad ogni modo ok, ho capito: certo, se non esci, non puoi trovare una della tua età etc.etc. Solo, la prossima volta che ci vediamo, se ci vediamo, evita.
- Solo io?
- No, anch'io. Ma mi pare che il discorso sia superato ormai. Vedi perciò che non mi sbagliavo.
- Su cosa? Sentiamo.
- Sul nostro rapporto, è ovvio.
- E cosa pensi, dimmi: sono stupido.
- Che ovviamente è finito, ammesso che sia mai incominciato.
- Ma allora: ho detto che dobbiamo cambiare il nostro rapporto, giusto? Renderlo qualcosa di possibile. Non era questo quello che dovevamo cercare di fare?
- Alessandro, i sentimenti non si cambiano, se ci sono. Ma non ci sono, purtroppo o per fortuna.
- Ma tu che ne sai, scusa?
- Credo che tu debba ancora scandagliare qualcosa dentro di te.
- Io non ce la faccio più ad impazzire pensando che non posso stare con te.
- Basta! Non voglio più sentir parlare di queste cazzate. Non ne posso più.
- Fanculo cazzo, mi sono rotto di sentire le tue sentenze. E poi non mi ascolti mai una cazzo di volta!
- Io invece ci sto bene, no? E sono in una posizione più facile, soprattutto.
- Vabbè, grazie: fammelo pesare, che tanto sono uno stronzo, quindi... Non me ne frega niente di nessuno.
- Devo stare zitta? Ok, sto zitta, benissimo. Cretina io che ti ho creduto.
- Ma cosa dovrei fare? Lo so che sei in una posizione più scomoda.
- "Devi dirmi tutto" etc. etc. Cazzo, ma era proprio necessario che ti e mi mettessi in testa delle assurdità? Non potevi continuare ad essere com'eri, che andavi benissimo?
- Eh?
- Visto che tanto, ovviamente, finirai per essere come gli altri.
- Un'altra sentenza.
- Farai finta di rassegnarti alla Lorella di turno, e in realtà era poi quello che volevi, solo che ti piace sentirti diverso, problematico.
- Ma che cazzo ne sai tu?
- Insomma, comunque sia, lasciami almeno il ricordo: perciò zitto, per favore, taci!
- Cosa cazzo ne sai di quello che sento? Se sto male o no?
- Smettila.
- Vaffanculo va', taci tu.
- Stai veramente rovinando tutto, ma tutto tutto cazzo.
- Sì dai, solo tu puoi parlare.
- No guarda, questo proprio non te lo lascerò fare: l'ho fatto troppe volte nella vita, e a te non lo permetterò.
- Ok, parla da sola allora, va bene?
- Cercherò di dimenticare che ci sei e di ricordare che ci sei stato per un momento, breve ma molto bello. E cazzo, non voglio perdere almeno il ricordo di quel momento! Non lo rovinerai, io non te lo permetto!
Addio.

Nessun commento:

Posta un commento