12 ottobre 2007, ore 20,59
- Topo,
vado a cena, che è tardissimo. Già sono arrivata da scuola alle sette passate.
Ma dove sei?
- Okkk,
Daaaaafneeee.
- Manco mi
ascolti più.
- Poi io esco a
bere qualcosa con amici, perché finalmente è venerdì! No, è che mi ero perso in
Flickr.
- So bene che esci: appunto per questo ti saluto.
- Ok ok Dafne,
allora ci sentiamo.
- ...
- Che c'è?
- C'è che mi
sento un accessorio. E in effetti lo sono.
- Ho solo detto
che esco con amici.
- Dico in
generale.
- E io ti dico
quello che riguarda me; ovvero: ti ho solo detto che esco. Poi sento anche te
su internet, mi sembra.
- Non è che sei
obbligato, eh.
- Non mi sento
obbligato. Ma vedo che di fatto non ti va bene... cioè, lo so che non sono lì,
ma cerco di essere presente. Però boh, non basta.
- Ma non è
obbligatorio: un conto è se lo desideri o ne senti il bisogno, un conto è se lo
fai perché credi che sia bene così. Te ne ringrazio, ma la cosa non
m'interessa.
Scusa, posso avere una risposta? Così stacco.
- (Ci sono le
mie cuginette a rompere... aspetta).
Cacciate via. Dicevo: non mi sento
obbligato, ma mi sento come se non servisse a nulla, perché poi tu te ne esci
dicendo queste cose, cioè che ti senti un accessorio, quando io ho detto solo
che esco un po'.
- Non sto
parlando dell'uscire: sei sempre uscito, la sera.
- E poi sei tu
quella che dice che io dovrei trovare una della mia età per cambiare il nostro
rapporto in qualcosa di possibile.
- Ok: quindi
vuoi farlo?
- Sto dicendo
che io e te di fatto non possiamo stare insieme. Non è quello che abbiamo
sempre saputo? E non abbiamo sempre detto che dobbiamo cambiare il nostro
rapporto, etc. etc.?
- Non mi
sembrava che fino all'ultima volta che ci siamo visti tu ne tenessi un gran
conto, o sbaglio?
- È vero che non ne ho tenuto conto, e neanche tu l'hai
fatto.
- Ad ogni modo
ok, ho capito: certo, se non esci, non puoi trovare una della tua età etc.etc.
Solo, la prossima volta che ci vediamo, se ci vediamo, evita.
- Solo io?
- No, anch'io.
Ma mi pare che il discorso sia superato ormai. Vedi perciò che non mi
sbagliavo.
- Su cosa? Sentiamo.
- Sul nostro
rapporto, è ovvio.
- E cosa pensi,
dimmi: sono stupido.
- Che ovviamente
è finito, ammesso che sia mai incominciato.
- Ma allora: ho
detto che dobbiamo cambiare il nostro rapporto, giusto? Renderlo qualcosa di
possibile. Non era questo quello che dovevamo cercare di fare?
- Alessandro, i
sentimenti non si cambiano, se ci sono. Ma non ci sono, purtroppo o per
fortuna.
- Ma tu che ne
sai, scusa?
- Credo che tu
debba ancora scandagliare qualcosa dentro di te.
- Io non ce la
faccio più ad impazzire pensando che non posso stare con te.
- Basta! Non
voglio più sentir parlare di queste cazzate. Non ne posso più.
- Fanculo cazzo,
mi sono rotto di sentire le tue sentenze. E poi non mi ascolti mai una cazzo di
volta!
- Io invece ci
sto bene, no? E sono in una posizione più facile, soprattutto.
- Vabbè, grazie:
fammelo pesare, che tanto sono uno stronzo, quindi... Non me ne frega niente di
nessuno.
- Devo stare
zitta? Ok, sto zitta, benissimo. Cretina io che ti ho creduto.
- Ma cosa dovrei
fare? Lo so che sei in una posizione più scomoda.
- "Devi
dirmi tutto" etc. etc. Cazzo,
ma era proprio necessario che ti e mi mettessi in testa delle assurdità? Non
potevi continuare ad essere com'eri, che andavi benissimo?
- Eh?
- Visto che
tanto, ovviamente, finirai per essere come gli altri.
- Un'altra
sentenza.
- Farai finta di
rassegnarti alla Lorella di turno, e in realtà era poi quello che volevi, solo
che ti
piace sentirti diverso, problematico.
- Ma che cazzo ne sai tu?
- Insomma,
comunque sia, lasciami almeno il ricordo: perciò zitto, per favore, taci!
- Cosa cazzo ne
sai di quello che sento? Se sto male o no?
- Smettila.
- Vaffanculo
va', taci tu.
- Stai veramente
rovinando tutto, ma tutto tutto cazzo.
- Sì dai, solo
tu puoi parlare.
- No guarda,
questo proprio non te lo lascerò fare: l'ho fatto troppe volte nella vita, e a
te non lo permetterò.
- Ok, parla da
sola allora, va bene?
- Cercherò di
dimenticare che ci sei e di ricordare che ci sei stato per un momento, breve ma
molto bello. E cazzo, non voglio perdere almeno il ricordo di quel momento! Non
lo rovinerai, io non te lo permetto!
Addio.
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