venerdì 8 febbraio 2013

Chi c'era con me?

Marzo 2008

Per un lungo momento, fuori del tempo e dello spazio, tu sei stato tutto per me.
Sì, soprattutto un figlio, ma non solo. Sei stato tutto quello che una donna può amare.
Ma noi viviamo nel tempo e nello spazio, e qui non c'è posto per noi. È questo che avrei dovuto capire; perché sapere lo sapevo, e da sempre; come del resto lo sapevi da sempre anche tu.

Ho sbagliato soprattutto io; l'errore più grave, imperdonabile, è stato il mio. L'ho commesso in perfetta buona fede, ho creduto in te, non rinnego nulla di quel recentissimo passato.
Solo, non capisco una cosa: chi ci fosse con me in quel lungo momento. Ecco, è questo che non riesco a capire. Perché se ci fossi stato tu, non mi avresti rinnegata in un giorno.
Io sono sola contro tutto e contro tutti, ho scelto di esserlo, ma non per questo mi sento eroica: era ovvio che io scegliessi te, era ovvio che io fossi fedele a te. Tu eri parte di me, la parte più profonda, più pura e più vera. E' questa la differenza (che Francesco non capisce, e come potrebbe?) tra un figlio e un uomo qualsiasi: il figlio è dentro, gli altri uomini sono fuori.
Ma se era così ovvio che io scegliessi te a dispetto di tutto e di tutti, perché a te è bastato un giorno per buttarmi via come immondizia?

Certo, tu non puoi dare un dispiacere così grosso ai tuoi... Non puoi, tu, far soffrire tuo padre.
Puoi, invece, far soffrire me (e molto di più), dopo avermi usata per liberarti dalla sua opprimente tutela, dall'obbligo di corrispondere alle sue aspettative, che - ti ricordo - ti aveva ridotto alla nevrosi e alla disperazione.
Questo dimostra da che parte sta il tuo cuore.

Poco importa poi il fatto che la sofferenza sia nata da una tua promessa tanto incauta quanto falsa, dal tuo "fidati, fidati".
Se fosse stato vero anche solo un centesimo di quello che dicevi e dimostravi, avresti difeso con fermezza il tuo diritto di rivedermi non importa a che titolo, anche in modo del tutto innocente, come peraltro stavamo tentando di fare già da soli, senza che nessuno ce lo imponesse.
Invece mi hai lasciata completamente sola.

Con chi ero?
Dov'è adesso quella persona?

Di quel passato mi resta una serie di fermo-immagine che presi singolarmente sono di una assoluta perfezione, ma nel complesso risultano totalmente privi di senso: il film di cui facevano parte è bruciato.
Chi sei adesso?
Continui a ripetermi che tu sei la stessa persona di allora, ma questa è una tremenda sciocchezza.
Tu sei una persona che si è reinserita a pieno titolo nella banalità sociale che diceva di odiare al di sopra di ogni cosa, che si integra con le persone che diceva di disprezzare e che, come dicevi ieri sera, "si adegua": in fin dei conti ci sono dei vantaggi innegabili, ci sono prospettive banali ma piacevoli, di serate divertenti, di scopate senza impegno...
Come avrei potuto amarti, se tu fossi stato così? Come avrei potuto amare una persona del genere?
Credimi, eri completamente diverso: avevi una bellezza accecante, a non alludo a quella fisica.

Tu non vedi l'ora che io ritorni con Francesco, non per la mia e la sua felicità, beninteso, ma per toglierti un peso dalla coscienza e un problema dalle scatole.
Ti dirò: se questo fosse possibile, a questo punto anch'io lo vorrei: Francesco, con tutti i suoi limiti, è l'unico uomo che mi abbia amata un pochino. Ma per adesso è molto lontano dall'imparare la difficile arte del perdono.

Ricordi quell'ultimo pomeriggio in quel bar vicino alla stazione?
Sentivo un dolore indescrivibile, piangevo senza riuscire a smettere, ma tu mi eri accanto e mi dicevi che saresti tornato, saresti tornato presto a trovarmi.
Se non sono morta di crepacuore è solo perché tu mi hai ingannata con quelle parole.
Se solo avessi immaginato che non ti avrei rivisto mai più, il mio cuore si sarebbe spezzato in quell'istante.
Ora mi chiedo il senso di quell'inganno: è stata la misericordia del destino o una forma di più raffinata crudeltà?
Forse morire era troppo semplice.

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Dimentica tutto questo, come io cercherò di dimenticarlo. Io non sono, non sono mai stata e non sarò mai più quello che ti è sembrato.
Hai sognato tutto, abbiamo sognato tutto.

Se solo riuscissimo a trasformare questa esperienza in qualcosa di costruttivo, non importa cosa, per me sarebbe un risarcimento sufficiente. Per favore, pensaci.

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