Marzo 2008
Per
un lungo momento, fuori del tempo e dello spazio, tu sei stato tutto per me.
Sì,
soprattutto un figlio, ma non solo. Sei stato tutto quello che una donna può
amare.
Ma
noi viviamo nel tempo e nello spazio, e qui non c'è posto per
noi. È questo che avrei dovuto capire; perché sapere lo sapevo, e da sempre;
come del resto lo sapevi da sempre anche tu.
Ho
sbagliato soprattutto io; l'errore più grave, imperdonabile, è stato il mio.
L'ho commesso in perfetta buona fede, ho creduto in te, non rinnego nulla di
quel recentissimo passato.
Solo,
non capisco una cosa: chi
ci fosse con me in quel lungo momento. Ecco, è questo che non riesco a capire.
Perché se ci fossi stato tu, non mi avresti rinnegata in un giorno.
Io
sono sola contro tutto e contro tutti, ho scelto di esserlo, ma non per
questo mi sento eroica: era ovvio che io scegliessi te, era ovvio che io fossi
fedele a te. Tu eri parte di me, la parte più profonda, più pura e più vera. E' questa la differenza (che Francesco non capisce, e come potrebbe?) tra
un figlio e un uomo qualsiasi: il figlio è dentro, gli altri
uomini sono fuori.
Ma
se era così ovvio che io scegliessi te a dispetto di tutto e di tutti, perché a
te è bastato un giorno per buttarmi via come immondizia?
Certo,
tu non puoi dare un dispiacere così grosso ai tuoi... Non puoi, tu, far
soffrire tuo padre.
Puoi,
invece, far soffrire me (e molto di più), dopo avermi usata per liberarti dalla sua opprimente tutela, dall'obbligo di corrispondere alle sue aspettative, che - ti ricordo - ti aveva ridotto alla nevrosi e alla disperazione.
Questo
dimostra da che parte sta il tuo cuore.
Poco
importa poi il fatto che la sofferenza sia nata da una tua promessa tanto
incauta quanto falsa, dal tuo "fidati, fidati".
Se
fosse stato vero anche solo un centesimo di quello che dicevi e dimostravi,
avresti difeso con fermezza il tuo diritto di rivedermi non importa a che
titolo, anche in modo del tutto innocente, come peraltro stavamo tentando di
fare già da soli, senza che nessuno ce lo imponesse.
Invece
mi hai lasciata completamente sola.
Con
chi ero?
Dov'è
adesso quella persona?
Di
quel passato mi resta una serie di fermo-immagine che presi singolarmente sono
di una assoluta perfezione, ma nel complesso risultano totalmente privi di
senso: il film di cui facevano parte è bruciato.
Chi
sei adesso?
Continui
a ripetermi che tu sei la stessa persona di allora, ma questa è una tremenda
sciocchezza.
Tu
sei una persona che si è reinserita a pieno titolo nella banalità sociale che
diceva di odiare al di sopra di ogni cosa, che si integra con le persone che
diceva di disprezzare e che, come dicevi ieri sera, "si adegua": in
fin dei conti ci sono dei vantaggi innegabili, ci sono prospettive banali ma
piacevoli, di serate divertenti, di scopate senza impegno...
Come
avrei potuto amarti, se tu fossi stato così? Come avrei potuto amare una
persona del genere?
Credimi,
eri completamente diverso: avevi una bellezza accecante, a non alludo a
quella fisica.
Tu non vedi l'ora che io ritorni con Francesco, non per la mia e la sua felicità, beninteso, ma per toglierti un peso dalla coscienza e un problema dalle scatole.
Ti
dirò: se questo fosse possibile, a questo punto anch'io lo vorrei: Francesco,
con tutti i suoi limiti, è l'unico uomo che mi abbia amata un pochino. Ma per
adesso è molto lontano dall'imparare la difficile arte del perdono.
Ricordi
quell'ultimo pomeriggio in quel bar vicino alla stazione?
Sentivo
un dolore indescrivibile, piangevo senza riuscire a smettere, ma tu mi eri
accanto e mi dicevi che saresti tornato, saresti tornato presto a trovarmi.
Se
non sono morta di crepacuore è solo perché tu mi hai ingannata con quelle
parole.
Se
solo avessi immaginato che non ti avrei rivisto mai più, il mio cuore si
sarebbe spezzato in quell'istante.
Ora
mi chiedo il senso di quell'inganno: è stata la misericordia del destino o una
forma di più raffinata crudeltà?
Forse
morire era troppo semplice.
........................
Dimentica
tutto questo, come io cercherò di dimenticarlo. Io non sono, non sono mai stata
e non sarò mai più quello che ti è sembrato.
Hai
sognato tutto, abbiamo sognato tutto.
Se
solo riuscissimo a trasformare questa esperienza in qualcosa di
costruttivo, non importa cosa, per me sarebbe un risarcimento sufficiente. Per favore, pensaci.
Nessun commento:
Posta un commento