sabato 9 febbraio 2013

Chi sei


Marzo 2008

Non arrabbiarti con me: lo sai che lo dico per il tuo bene.
No, non ti sto chiedendo di sembrare diverso: è che, se c'è della fatica, forse dovresti chiarirmi da che cosa deriva. Magari non hai voglia di parlarmi, magari sì ma non sai cosa dirmi...
Non lo so, Alessandro. Possiamo benissimo parlare di cose concrete, cose che magari servono a costruire qualcosa... anzi, forse è la cosa migliore. Ma non ci dev'essere il senso del farlo "per forza": dovrebbe esserci un minimo di gioia, non dico di entusiasmo...
Se quello che ti frastorna è l'impressione che tutti i tuoi sentimenti siano stati spazzati via in un momento, è comprensibile che tu sia confuso: perché hai scoperto che quello che dovrebbe essere fondato solo dentro di te, invece è basato su qualcosa che sta fuori, cioè sul giudizio degli altri.
Non ha la minima importanza che questo riguardi me: la cosa importante, su cui dovresti riflettere, è il fatto che questo sia successo. Studi filosofia, e questo è un argomento fra i più tipici: il fatto di dipendere solo da se stessi. Ciò che non è fondato solo su di te, di fatto non esiste: il primo soffio di vento lo spazza via, e non resta niente. È normale che uno si senta confuso quando una cosa che gli sembrava importante si rivela nulla...
Sì, esatto, riguarda tutto: perché riguarda te, Alessandro. E' proprio quello che cercavo di dirti. Ed è appunto per questo che ti dico che non voglio che tu menta.
...perché stai perdendo te stesso, Alessandro. L'unica cosa importante, proprio l'unica... Non è che tu l'avessi trovata con me, ma ci stavi provando...
Devi cercarti e ritrovarti, non importa come né con chi.
Non sto discutendo, Alessandro... lo capisci? Non sto affatto discutendo, perché la cosa non mi riguarda più. Io sono fuori gioco ormai. Lo sto dicendo per te. Tu lo sai che stai vivendo in modo assurdo, lo sai che in un certo senso non ci sei più. Questo mi fa soffrire molto, e non per me: mi fa soffrire per te, perché io lo so chi sei. Ti ho visto. E non potrò dimenticarlo mai. Io sono l'unica testimone vivente di ciò che tu sei...
Ma nessuno mi crede, nemmeno tu. E quando non ci sarò più, nessuno più potrà dire chi sei veramente, se non tu stesso.
Per un altro ragazzo di cui nessuno sa nulla, come sai, sto scrivendo un libro che non finisce mai. Lo faccio proprio perché sono l'unica testimone.
Solo io so chi era. Non voglio che succeda la stessa cosa anche con te.
Voglio che sia tu stesso a testimoniare al mondo chi sei. 
Altrimenti sarò costretta a farlo io, prima o poi: è il mio maledetto destino.

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