Marzo 2008
Non
arrabbiarti con me: lo sai che lo dico per il tuo bene.
No,
non ti sto chiedendo di sembrare diverso: è che, se c'è della fatica, forse
dovresti chiarirmi da che cosa deriva. Magari non hai voglia di parlarmi,
magari sì ma non sai cosa dirmi...
Non
lo so, Alessandro. Possiamo benissimo parlare di cose concrete, cose che magari
servono a costruire qualcosa... anzi, forse è la cosa migliore. Ma non ci
dev'essere il senso del farlo "per forza": dovrebbe esserci un minimo
di gioia, non dico di entusiasmo...
Se
quello che ti frastorna è l'impressione che tutti i tuoi sentimenti siano stati
spazzati via in un momento, è comprensibile che tu sia confuso: perché hai
scoperto che quello che dovrebbe essere fondato solo dentro di te,
invece è basato su qualcosa che sta fuori, cioè sul giudizio degli
altri.
Non
ha la minima importanza che questo riguardi me: la cosa importante, su cui
dovresti riflettere, è il fatto che questo sia successo. Studi filosofia, e
questo è un argomento fra i più tipici: il fatto di dipendere solo da se
stessi. Ciò che non è fondato solo su di te, di fatto non esiste: il primo
soffio di vento lo spazza via, e non resta niente. È normale che uno si senta
confuso quando una cosa che gli sembrava importante si rivela nulla...
Sì,
esatto, riguarda tutto: perché riguarda te, Alessandro. E' proprio
quello che cercavo di dirti. Ed è appunto per questo che ti dico che non voglio
che tu menta.
...perché
stai perdendo te stesso, Alessandro. L'unica cosa importante, proprio
l'unica... Non è che tu l'avessi trovata con me, ma ci stavi provando...
Devi
cercarti e ritrovarti, non importa come né con chi.
Non
sto discutendo, Alessandro... lo capisci? Non sto affatto discutendo, perché la
cosa non mi riguarda più. Io sono fuori gioco ormai. Lo sto dicendo per te. Tu
lo sai che stai vivendo in modo assurdo, lo sai che in un certo senso non ci
sei più. Questo mi fa soffrire molto, e non per me: mi fa soffrire per te,
perché io lo so chi sei. Ti ho visto. E non potrò dimenticarlo mai. Io sono
l'unica testimone vivente di ciò che tu sei...
Ma
nessuno mi crede, nemmeno tu. E quando non ci sarò più, nessuno più potrà dire
chi sei veramente, se non tu stesso.
Per
un altro ragazzo di cui nessuno sa nulla, come sai, sto scrivendo un libro che
non finisce mai. Lo faccio proprio perché sono l'unica testimone.
Solo
io so chi era. Non voglio che succeda la stessa cosa anche con te.
Voglio
che sia tu stesso a testimoniare al mondo chi sei.
Altrimenti sarò costretta a farlo io, prima o poi: è il mio maledetto destino.
Altrimenti sarò costretta a farlo io, prima o poi: è il mio maledetto destino.
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